Gérard BOUDESSEUL ECOLOGISME ET TRAVAIL

TABLE DES MATIÈRES

 

Introduction

  1. L’environnement est-il aux antipodes du travail ?

 

Première Partie :

Le récit biographique : fidélités et nomadisme

 

  1. Héritage et ruptures organisationnelles
  2. Répétition et projets dérivés
  3. Accumulation et rationalisation des ressources
  4. Expérience et conversion entre les champs

 

Conclusion

 

Deuxième Partie :

L’expérience militante comme cadre de la mémoire collective

 

  1. La conquête de l’espace et sa mémoire
  2. L’autonomie dans la dépendance
  3. La communauté, l’individu et ses convictions

 

Conclusion

 

Troisième Partie :

Le mouvement comme histoire et le syndicalisme pour méthode

 

  1. Les Verts sont-ils en mouvement ?

La contribution associative

  1. Les Verts victimes de leur organisation ?

La contribution syndicale

  1. Les Verts sont-ils en voie d’institutionnalisation ?

Trouvez l’instituteur !

 

Conclusion

L. Ribolzi e A. Maccarini (a cura di), Scelta e autonomia della scuola in Europa, numero monografico di “Sociologia e politiche sociali”, a. 6, n. 3, 2003.

School choice on the part of families, with its meaning and conditions, is still a conflictual filed of study and public debate in italian society. This volume sets the issue with a specifically sociological approach. The collected essays have two main characteristics: first, they share a sound empirical orientation. Presenting and commenting on empirical research data gives a stongly pragmatic look at the reality of school choice in Europe. The essays in the volume also highlight two crucial points in the issue of school choice: (a) the wide range of institutional arrangements that can realize the right to choose, without flattening the debate on the problem ofprivatizationandmarketizationof education; (b) the real effects a reform can have, beyond all proor antichoice rethoric.
Thus, the volume aims at contributing to a reformulation of the whole issue of school choice, avoiding the pitfalls of a purelyliberalparadigm. Therefore, it convincingly argues that the sheer possibility to reconstruct education as acommon goodin postmodern conditions implies the emergence of solidarity and cooperative games among multiple actors: the State, the market, the education professionals, the economic and cultural subjects, and the families, both as single families and as associations.

La sociologia dell’educazione in Italia

La sociologia dell’educazione in Italia

In Italia gli studi e le ricerche sui processi e sulle istituzioni formative in chiave sociologica sono nati negli anni Cinquanta, a partire dalle prime indagini sulle esigenze di nuove e più estese opportunità di istruzione a supporto dello sviluppo economico e della costruzione di una democrazia matura.
La Sociologia dell’educazione si è sviluppata nelle Università e nei centri di ricerca, accompagnando le trasformazioni dei processi educativi che hanno caratterizzato la scena nazionale e internazionale con la costruzione di strumenti teorici e metodologici, l’analisi empirica dei principali fenomeni strutturali e soggettivi, la promozione di dibattiti all’interno della società, la progettazione e l’azione formativa nei confronti di tutte le figure dei sistemi formativi.
Attualmente la Sociologia dell’educazione è insegnata in tutte le principali Università italiane, con una presenza significativa soprattutto nelle facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Scienze della Formazione e nelle Scuole di Specializzazione per la formazione degli insegnanti.
All’interno dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) , la Sezione dei Sociologia dell’educazione è stata attiva fin dagli anni novanta nella promozione di reti di studio e ricerca nazionali e internazionali, con il coinvolgimento di accademici e ricercatori, ma anche professionisti e operatori interessati ai processi formativi.

Consiglio scientifico della Sezione
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Coordinatore: Silvio Scanagatta
Segretario: Maddalena Colombo
Membri: Graziella Giovannini, Carlo Catarsi, Assunta Viteritti, Paolo Landri, Giuseppe Moro

Originating from the analyses of educational processes and institutions, the sociological study of education emerged in Italy in the 1950s as a scientific answer to the increasing educational requirements of a highly dynamic and expansive economic and democratic national system.
Since then, the sociology of education has developed both within the University and within private research institutions, accompanying the most important changes of our contemporary educational systems and processes with contributions both to the scientific domain – i.e. the creation of theoretical and methodological research instruments and the empirical analysis of structural and subjective phenomena – and to the political and social spheres – i.e. the participation to all major public and political debates over the future of education, in Italy and abroad, as well as a contribution to the design and management of innovative educational and vocational experiences.
Today the sociology of education is part of the core curriculum of Sociology and Educational Sciences degrees in all major Italian universities, and is taught in almost all the Faculties of Political Sciences, Sociology and Educational Sciences, as well as in Higher Institutes for the training of primary and secondary school teachers.The Sociology of Education Section of the Italian Sociological Association (AIS) has been created in the 1990s and has, since then, promoted the constitution of national and international research networks involving not only academicians, but also social workers, teachers and professionals interested in educational processes.

RICERCHE E PROGETTI’

Censimento e valutazione dei progetti di educazione interculturale in Lombardia (responsabile scientifico: Elena Besozzi, Università Cattolica di Milano). Nel I anno di lavoro (2001-2002), la ricerca si è articolata in diverse azioni: raccolta sistematica dei progetti di educazione interculturale, analisi accurata e standardizzata: caricamento dei dati dei progetti analizzati in un unico data-base, realizzazione di un archivio e di una maschera di interrogazione on line al servizio di vari tipi di utente delle iniziative di educazione interculturale (scuole, enti, insegnanti, operatori, genitori, associazioni, ecc.). Nel II anno di lavoro (2002/2003) si è svolta la fase qualitativa, con l’individuazione di alcuni progetti di eccellenza realizzati sul territorio lombardo e, tramite un’analisi sul campo, la descrizione accurata delle “buone pratiche” per l’educazione interculturale. E’ prevista una pubblicazione dei primi risultati in Marzo 2004.

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